Obblighi di trasparenza dell’AI Act applicabili dal 2 agosto 2026

L’intelligenza artificiale entra in azienda solo se qualcuno risponde di come funziona.

Aiuto le imprese che stanno inserendo l’AI nella catena del valore a farlo in modo documentato e difendibile. Vent’anni di diritto d’impresa applicati a una tecnologia che il diritto ha appena finito di normare.

Ugo Bruno Gambardella Giurista d’impresa · Potenza, operativo in tutta Italia e da remoto

Perché adesso

Il calendario non lo decide l’azienda.

Il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale è entrato nella fase applicativa. Alcune scadenze sono passate, una parte è stata spostata più avanti e l’Italia sta scrivendo le proprie regole di attuazione. Ecco dove siamo, senza allarmismi e senza sconti.

  1. Fatto

    Entrata in vigore Il Regolamento (UE) 2024/1689 diventa parte dell’ordinamento europeo.

  2. Fatto

    Divieti e alfabetizzazione Scattano le pratiche vietate e l’obbligo di garantire un livello adeguato di competenza sull’AI a chi la utilizza in azienda.

  3. Fatto

    Modelli di uso generale Obblighi per i fornitori di modelli GPAI, avvio della governance europea e designazione delle autorità nazionali.

  4. In vigore

    Trasparenza e sanzioni Si applicano gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50, il regime sanzionatorio nazionale e le sanzioni della Commissione sui modelli di uso generale.

  5. Prossima

    Decreti attuativi italiani Termine per i decreti delegati della legge 132/2025. La vigilanza sarà ripartita fra AgID e Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

  6. Rinviata

    Alto rischio, Allegato III Obblighi per i sistemi ad alto rischio elencati nell’Allegato III, spostati in avanti dal Digital Omnibus.

  7. Futura

    Alto rischio nei prodotti Sistemi incorporati in prodotti già regolati da normativa settoriale, come macchine e dispositivi medici.

Il rinvio non è una pausa. Il Digital Omnibus, approvato dal Parlamento europeo il 16 giugno 2026 e dal Consiglio il 29 giugno, ha spostato in avanti solo gli obblighi sull’alto rischio. Tutto il resto è già applicabile. E poiché l’inventario dei sistemi, la revisione dei contratti con i fornitori e la formazione del personale richiedono in genere dai dodici ai diciotto mesi, il tempo guadagnato serve a lavorare, non ad aspettare.

Servizi

Quattro modi in cui entro nei vostri processi.

Interventi a progetto, con un perimetro definito e una consegna documentale precisa. Nessun contratto aperto a tempo indeterminato, nessuna relazione che resta in un cassetto.

Innovazione e digitalizzazione d’impresa

Accompagno l’introduzione di nuove tecnologie nei processi produttivi e amministrativi: chi fa cosa, con quale strumento, sotto quale responsabilità e con quale traccia documentale.

  • Mappatura dei processi e dei punti di controllo
  • Ridisegno di ruoli, deleghe e procedure interne
  • Documentazione a prova di audit e di ispezione
  • Supporto ai percorsi di certificazione e finanziamento

AI Act readiness e AI governance

Dall’inventario di ciò che l’azienda già usa fino a una politica interna che le persone possano davvero seguire. Il punto non è frenare l’adozione: è renderla dimostrabile.

  • Inventario dei sistemi di AI e dei rispettivi ruoli
  • Classificazione del rischio e analisi degli scostamenti
  • Politica d’uso interno e obblighi di trasparenza
  • Clausole contrattuali verso fornitori e integratori

Privacy, GDPR e funzione di DPO

L’AI moltiplica i trattamenti di dati personali e ne cambia la natura. Rimetto in ordine l’impianto privacy e, dove serve, assumo la funzione di responsabile della protezione dei dati in forma esterna.

  • Registro dei trattamenti e valutazioni d’impatto
  • Nomine, istruzioni e accordi con i responsabili
  • Procedura e gestione delle violazioni di dati
  • Funzione di DPO esternalizzata e continuativa

Modello 231 e Organismo di Vigilanza

Il catalogo dei reati presupposto comprende ormai anche l’area informatica e quella ambientale. Costruisco o aggiorno il Modello e posso sedere nell’Organismo di Vigilanza.

  • Risk assessment sui reati presupposto
  • Redazione e aggiornamento del Modello organizzativo
  • Protocolli, flussi informativi e canale di segnalazione
  • Componente dell’Organismo di Vigilanza

Metodo

Tre fasi, con una fine.

So che cosa teme chi firma: un progetto che si allarga, si allunga e non produce nulla di utilizzabile. Per questo ogni fase ha una durata stimata e una consegna riconoscibile.

Assessment

Dove siete davvero, non dove risulta dalle procedure. Interviste ai responsabili, esame dei sistemi in uso, lettura dei contratti già firmati. Si chiude con una relazione che elenca gli scostamenti in ordine di gravità e di costo.

Impianto

La parte che produce carta utile: politiche, registri, nomine, clausole contrattuali, moduli informativi, protocolli. Scritti per essere applicati da chi lavora, non per superare un’ispezione e poi essere dimenticati.

Presidio

La conformità non è uno stato ma un’abitudine. Verifiche periodiche, formazione delle persone che usano gli strumenti, aggiornamento quando la norma cambia. Con una cadenza concordata, non a chiamata.

Percorso

Vent’anni fra aule, fabbriche e dogane.

Non arrivo alla compliance dalla teoria. Ho negoziato joint venture in Cina, seguito accreditamenti sanitari per l’export e presidiato per sei anni la conformità dei processi dentro hub logistici che non si fermano mai. È da lì che so quanto costa una procedura scritta male.

  1. 2019 — 2025

    Operations, qualità e conformità dei processi

    H&F S.p.A. — quattro hub Amazon · titolo contrattuale: Assistente Amministrativo

    Gestione operativa delle infrastrutture tecniche su quattro siti, supervisione della conformità dei processi, controllo qualità e reportistica, coordinamento dei team operativi.

  2. 2017 — 2019

    Operations e controllo di processo

    ELPE S.p.A. — sito Amazon di Pomezia · titolo contrattuale: Assistente Amministrativo

    Infrastrutture tecniche del sito, supporto alle attività operative sul versante della conformità, controllo della qualità del servizio.

  3. 2015 — 2016

    International Project Coordinator

    CCIC-Boja Information Technology — Hangzhou, Cina

    Coordinamento di un team multiculturale di oltre cinquanta professionisti su un progetto pubblico-privato, con interlocutori universitari, doganali, istituzionali e bancari dello Zhejiang.

  4. 2014 — 2015

    Project Manager internazionale · due diligence e joint venture

    Zhejiang Pingroup — Shanghai, Cina

    Gestione della costituzione di una joint venture italo-cinese: due diligence, negoziazione internazionale, coordinamento di professionisti e portatori di interesse.

  5. 2012 — 2014

    Consulente e sviluppo internazionale

    S.I.S.MA. S.r.l.

    Compliance documentale e rapporti con gli enti certificatori. Supporto all’ottenimento delle certificazioni HACCP e all’accreditamento FDA per l’export verso Stati Uniti e Canada.

  6. 2000 — 2014

    Attività professionale in proprio

    Roma e Tallinn (Estonia)

    Diritto commerciale e del lavoro, contrattualistica, arbitrati e contenzioso. Accreditamento presso l’Ordine degli Avvocati di Tallinn, legale fiduciario dell’Ambasciata d’Italia in Estonia. Collaudi di appalti per l’erogazione di finanziamenti europei.

  7. 1988 — 1993

    Coadiutore, impiegato civile dello Stato

    Presidenza del Consiglio dei Ministri

    Trattazione di pratiche amministrative riservate, nel rispetto di procedure rigorose e di stringenti obblighi di riservatezza.

Formazione

Titoli e aggiornamento

  • 2025 — 2026 Master universitario di II livello in intelligenza artificiale, didattica digitale e nuove tecnologie per i processi inclusivi in corso Università degli Studi della Basilicata. Conclusione prevista a dicembre 2026. Il percorso comprende il nuovo quadro europeo DigComp 3.0, pubblicato dal Centro comune di ricerca della Commissione nel novembre 2025, che integra l’intelligenza artificiale in tutte e ventuno le competenze digitali.
  • 1994 — 2000 Laurea in Giurisprudenza Sapienza Università di Roma.
  • 2005 Abilitazione all’esercizio della professione forense Titolo conseguito nel 2005.
  • Corsi D.Lgs. 231/2001, GDPR e cybersecurity Comportamenti in azienda, Regolamento (UE) 2016/679, formazione specialistica in sicurezza informatica.
  • Certificaz. DigComp 2.2 Iniziativa EDO, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
  • Lingue Italiano madrelingua · Inglese B2 Corso annuale presso il City College of San Francisco.

Aree di intervento

Su cosa mi chiamano

  • AIAI Act e AI governance Inventario, classificazione del rischio, politiche d’uso, trasparenza, obblighi verso i fornitori.
  • DatiPrivacy e protezione dei dati GDPR, registro dei trattamenti, valutazioni d’impatto, violazioni, funzione di DPO esternalizzata.
  • 231Responsabilità dell’ente Modello organizzativo, risk assessment sui reati presupposto, Organismo di Vigilanza.
  • GovernanceAssetti e controlli Deleghe, procedure, flussi informativi, audit documentale, due diligence.
  • ProcessiQualità e conformità operativa Controllo di processo, reportistica, certificazioni, preparazione alle ispezioni.
  • EsteroOperazioni internazionali Joint venture, negoziazione, accreditamenti per l’export, coordinamento di team multiculturali.

Domande frequenti

Le obiezioni che sento più spesso.

Risposte reali, non commerciali. Se una di queste vi riguarda da vicino, probabilmente vale una conversazione.

La mia azienda usa soltanto ChatGPT: rientra nell’AI Act?

Sì, nel ruolo di utilizzatore. Chi impiega un sistema di intelligenza artificiale nell’esercizio della propria attività ha obblighi propri, distinti da quelli di chi il sistema lo sviluppa: informare le persone quando interagiscono con un’AI, garantire un livello adeguato di competenza al personale che la utilizza, assicurarsi che il trattamento dei dati resti conforme al GDPR. Sono adempimenti leggeri se affrontati per tempo e costosi se ci si arriva dopo un controllo.

Gli obblighi sull’alto rischio sono stati rinviati: posso aspettare?

Il rinvio riguarda soltanto i sistemi ad alto rischio, che slittano al 2 dicembre 2027 e al 2 agosto 2028. Gli obblighi di trasparenza, il divieto delle pratiche vietate, l’alfabetizzazione del personale e il regime sanzionatorio sono già pienamente applicabili. Va poi considerato che inventariare i sistemi, rivedere i contratti con i fornitori e formare le persone richiede in media dai dodici ai diciotto mesi: il tempo guadagnato serve a lavorare, non ad attendere.

Il responsabile della protezione dei dati può essere una persona esterna?

Sì. L’articolo 37, paragrafo 6, del GDPR prevede espressamente che il DPO possa essere un dipendente oppure assolvere i propri compiti in base a un contratto di servizi. La scelta esterna ha un vantaggio sostanziale: evita il conflitto di interessi con i ruoli operativi, che è il motivo per cui molte nomine interne vengono contestate.

Serve un DPO in un’azienda di quindici dipendenti?

La nomina non dipende dal numero di dipendenti ma dal tipo di trattamento: è obbligatoria per gli enti pubblici e quando l’attività principale comporta un monitoraggio regolare e sistematico su larga scala, oppure il trattamento su larga scala di categorie particolari di dati. Molte piccole imprese non sono obbligate, ma nominano comunque un referente — anche perché la valutazione va in ogni caso svolta e documentata, e in caso di controllo è la prima cosa che viene chiesta.

Quanto dura un assessment di conformità all’AI Act?

Per una realtà di media dimensione, dalle tre alle sei settimane. Il primo passo è l’inventario dei sistemi effettivamente in uso, che quasi sempre restituisce un numero più alto di quello atteso, perché comprende gli strumenti introdotti dai singoli reparti senza passare dalla direzione. Seguono la classificazione del rischio, l’analisi degli scostamenti e un piano di intervento con priorità e responsabilità assegnate.

Il Modello 231 serve anche se non abbiamo mai avuto problemi?

Il Modello non è obbligatorio, ma è l’unico strumento che consente all’ente di andare esente da responsabilità amministrativa quando un reato presupposto viene commesso nel suo interesse o a suo vantaggio. Adottato dopo il fatto non produce alcun effetto. Va aggiunto che negli anni il catalogo dei reati presupposto si è ampliato molto, fino a comprendere fattispecie informatiche, ambientali e tributarie che riguardano imprese di qualsiasi settore.

Lavora anche con imprese fuori dall’Italia?

Sì. AI Act e GDPR sono regolamenti europei, applicabili in modo uniforme in tutti gli Stati membri, e hanno entrambi effetto extraterritoriale: vincolano anche i soggetti stabiliti fuori dall’Unione quando il risultato del sistema viene utilizzato al suo interno. Ho lavorato in Estonia, in Cina e su percorsi di accreditamento per l’export verso Stati Uniti e Canada. Le riunioni si tengono in italiano o in inglese.

Contatto

Il primo confronto non si paga.

Trenta minuti per capire dove siete e se posso esservi utile. Se la risposta è no, ve lo dico subito e vi indico chi cercare.

I dati inseriti servono solo a rispondervi. Non vengono usati per comunicazioni commerciali né ceduti a terzi.